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La “nuova” Biblioteca “Broccoli” a Roma, custode di centoquarant’anni di cultura educativa in Italia
- 11/05/2026
- Pubblicato da: Ana Millán Gasca
- Categoria: MATEMATICA
Nella foto, Copertina di El Alicante (1950) di Stephen Clissold,
un libro della raccolta Favole antiche e rare dal mondo
della Biblioteca «Angelo Broccoli» di Roma
di Chiara Lepri (Università Roma Tre)
Lo scorso 22 aprile 2026 è stata inaugurata a Roma la nuova sede di una Biblioteca che custodisce un patrimonio prezioso nell’ambito delle scienze dell’educazione, fatto di libri – migliaia di volumi, collezioni rare, periodici storici – e anche di idee, pratiche didattiche, visioni pedagogiche.
Si tratta della Biblioteca di Scienze della Formazione “Angelo Broccoli” dell’Università Roma Tre, in via del Castro Pretorio 20, le cui radici affondano nel 1878, nell’esperienza dell’Istituto Femminile di Magistero, poi dal 1882 Regio Istituto di Magistero (con sede allora in Piazza Esedra, ora Piazza della Repubblica 10), e attraversano oltre un secolo di cultura educativa italiana.
Le biblioteche universitarie non sono mai semplicemente luoghi. Sono, piuttosto, presidi culturali complessi, in cui si intrecciano memoria, ricerca e formazione. E questa Biblioteca lo è in modo particolare, per la sua storia.
La storica Sezione 8, reinserita nel 2013, contiene pregevoli opere e rare edizioni di manuali per la formazione degli insegnanti, e circa mille volumi di letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, editi tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
Questo nucleo storico – nato per volere di Giuseppe Lombardo Radice (1879-1938), direttore negli anni 1936-38 dell’allora Museo Archivio Didattico, oggi Museo della Scuola e dell’Educazione “Mauro Laeng” – risulta particolarmente prezioso per la produzione scientifica dei paesi europei e, nel caso della letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, con esempi da tutto il mondo: ad esempio, la Collezione «Favole antiche e rare dal mondo» è adesso in via di digitalizzazione e visibile in RomaTreDiscovery.
Per la didattica del dopoguerra, la Biblioteca possiede ad esempio la collezione Didattica viva (La Nuova Italia) a partire dalla metà degli anni Cinquanta, con traduzioni italiane di molte opere pubblicate all’estero, in particolare per la matematica negli anni Settanta con la cosiddetta “insiemistica”.
La Biblioteca “Broccoli” realizza mostre periodiche, come quella attuale “Un ponte di libri”, ispirata al titolo dell’opera di Jella Lepman (1891-1970), giornalista, scrittrice e traduttrice tedesca che ha fondato a Monaco nel 1949 l’Internationale Jugendbibliothek, dedicata all’accostamento al libro come lo abbiamo conosciuto delle soluzioni digitali e i libri inclusivi ad alta leggibilità, fino alla comunicazione aumentativa e ai silent book.
La Biblioteca realizza da anni formati accessibili (in origine audiolibri, poi restituzione in word del testo per la sintesi vocale) per garantire a tutti, nessuno escluso, lo studio e la lettura.