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Una passeggiata matematica
- 27/04/2026
- Pubblicato da: Ana Millán Gasca
- Categoria: MATEMATICA
di Ludovica Nicoletti
Quel giovedì mattina iniziò in modo differente…
Dalla nostra aula io e i miei colleghi di Scienze della Formazione Primaria uscimmo per raggiungere la Professoressa in una “passeggiata matematica”, come da lei esplicitato nella mail che ci aveva inviato quella stessa mattina mentre arrivava.
“Passeggiata matematica… Aggettivo insolito” pensai sin da subito, non avendo mai accostato quest’ultimo a una parola del genere.
Non sapevo cosa realmente aspettarmi, e così, incuriosita, mi avviai verso via Cavour, dove la Professoressa ci avrebbe aspettato. Nel tragitto eravamo tutti curiosi di quello che avremmo fatto, pensando oltre il possibile, a cose complicate, calcolate, “troppo matematiche”, non sapendo che quello che avremmo fatto da lì a poco ci avrebbe aperto un “terzo occhio” proprio nel centro della nostra mente.
Quando ci incontrammo un bagliore di chiarezza mi assalì, e quella che inizialmente era una strana ricerca di contenuti matematici per le vie della città di Roma, divenne, col passare dei minuti, qualcosa di totalmente normale.
Mentre ci addentravamo per le vie, il mio occhio acquisì una capacità differente: a un tratto era tutto estremamente “matematico” e, come i miei colleghi, ritrovavo contenuti e componenti in ogni scorcio, mattonella, finestra, fregio, cartello… In ordine abbiamo passato in rassegna diversi oggetti e costruzioni intrisi di contenuti matematici, che al nostro occhio adulto e poco abituato a “perdere tempo a pensare” sarebbero passati inosservati, ma che si rivelarono più evidenti che mai.
All’inizio, verso l’orizzonte del posto esatto in cui ci incontrammo, captammo da subito delle colonne romane che sicuramente richiamavano i concetti di linea e retta; nel movimento di ritorno verso l’Università incontrammo incroci e attraversamenti pedonali che “parlavano” di fasci di linee parallele o incidenti (fra cui le perpendicolari, come ci precisa sempre la Prof. che se la prende con le “tripartizioni” a scuola); finestre, persiane, muri e i mattoni che componevano edifici ben elaborati facevano emergere rettangoli, quadrati, quadrilateri su una superficie stabile, un piano; i numeri del civico vicino alle entrate delle abitazioni/interni che contenevano oltre alla cifre anche il concetto del “successivo” dagli assiomi di Peano, come per gli alberi in sequenza l’uno dopo l’altro, equidistanti tra loro; al di sopra e al di sotto, le finestre, le porte e i loro fregi richiamavano la congruenza, la simmetria, in particolare la traslazione all’interno delle loro conformazioni e la suddivisione in parti, uguali e diverse.
Continuando la nostra passeggiata matematica per le vie intorno a piazza Vittorio Emanuele ci accorgemmo di diversi cartelli,
come i parchimetri con orari esplicitati e cartelli con indicazioni stradali, distanze e nomi di vie: si parla dell’utilizzo del sistema sessagesimale, le cifre, e anche le lettere riferite ai tabelloni con indicate le informazioni sui lavori in corso, intrisi di codici. Questo ci diede lo spunto per tante attività come, ad esempio, le conversioni nei diversi sistemi di pesi e misure, calcolo di ore e di prezzi dei parcheggi, tempo di occupazione del parcheggio, e tanto altro.
Un’altra tipologia di cartelli molto interessante fu quella dei cartelli direzionali, come mostra la foto. Come possiamo vedere, l’immagine è piena di spunti e contenuti matematici soggiacenti: possiamo notare alla sinistra della foto il numero civico, che anche prima ho citato, in cui sono presenti delle cifre; al centro, il cartello con un’asta verticale, che richiama una linea retta, perpendicolare ai due cartelli al di sopra che indicano il verso da seguire (non la direzione). Sul lato destro della foto, invece, c’è il tabellone delle informazioni per il cantiere che si stava svolgendo, contenente un mondo di cifre, anzi di codici (dal numero di telefono alle date di inizio e fine lavori).
A un certo punto, balzò alla nostra attenzione un ristorante in procinto di apertura, e lì ci si aprì il mondo delle operazioni, in particolare della moltiplicazione: il concetto di multiplo, osservando semplicemente i tavolini in attesa di essere riempiti e calcolando quanti posti potevano detenere anche in posizioni diverse, uniti o separati. Davanti a essi, il menù si erigeva con prelibatezze romane, ciascuna con il suo prezzo accanto. Dal menù scaturì la conversazione sulla varietà della moneta, sul valore e sui prezzi, con cui si potevano fare tantissime operazioni e problemi.
Durante la passeggiata, prima di fermarci al bar vicino all’Università, ci imbattemmo in una via con diverse costruzioni architettoniche, in particolare degli archi, semicerchi definiti da rapporti e, per terra, non ci rendemmo conto che eravamo circondati da una pavimentazione di sanpietrini, visti dall’alto quadrilateri, trilateri e poligoni differenti, incastrati tra loro come un vero e proprio mosaico.
Mentre ci accingevamo a concludere la nostra passeggiata matematica, per la fine dell’ora prevista della lezione, pensai a quanto, banalmente, una passeggiata del genere avrebbe potuto essere fruttuosa per dei bambini. Immergerli nel mondo circostante alla loro vita sarebbe stata una trovata incredibile.
Una matematica diversa, una matematica che va oltre, una matematica pura, creativa ma soprattutto vicina, infallibile.
La mia mente processò allo stesso tempo tantissime attività per i bambini, come per esempio attività di misura e problemi risolvibili all’aperto con vere misure da raccogliere, oppure racconti in cui si elencano contenuti matematici che poi andranno sviluppati, e in cui ogni bambino arricchirà la definizione e spiegazione.
Nel complesso sono stata molto fortunata ed entusiasta per aver partecipato a questa passeggiata motivante, che nella sua innocenza, mi ha aperto un nuovo punto di vista, che va oltre tutto quello a cui siamo solitamente abituati.
