Il nostro blog: foto, video e approfondimenti
Matematica per Tutti – VIII edizione: teniamo acceso il fuoco!
- 21/05/2026
- Pubblicato da: Luigi Regoliosi
- Categoria: EVENTI GIOCHI MATEMATICA SCUOLA
di Isabella Fascitiello e Francesca Neri Macchiaverna
Ci sono luoghi in cui la matematica smette di essere soltanto una (indecifrabile) materia scolastica e diventa esperienza. La finale dell’ottava edizione di Matematica per Tutti è uno di questi luoghi.
Per due giorni, tra il 15 e il 16 maggio, il parco di Cinecittà World di Roma si è trasformato in uno spazio sospeso, dove bambine e bambini, ragazze e ragazzi – dalla seconda primaria fino alla seconda secondaria di secondo grado – si sono messi alla prova con entusiasmo, trepidazione e una buona dose di coraggio. Nei loro occhi c’era tutto: la voglia di riuscire, la paura di non farcela, ma soprattutto il desiderio autentico di giocare con la matematica.

Perché è questo, in fondo, che accade: le prove diventano sfide, piccoli enigmi da affrontare con mente lucida e nervi saldi. Alcune sembrano più grandi di loro, è vero. Eppure, proprio nel momento in cui il tempo scorre e l’adrenalina sale, quei limiti che sembravano invalicabili iniziano a cedere. E spesso lo fanno con una naturalezza sorprendente.
L’atmosfera che si respira è unica: un equilibrio perfetto tra concentrazione e leggerezza, tra tensione e divertimento. Non è un caso che tutto questo avvenga proprio in un parco divertimenti, dove l’adrenalina è di casa. Le montagne russe fuori rispecchiano, in qualche modo, quelle interiori: la salita lenta dell’attesa, la discesa rapida delle risposte, il brivido costante della sfida, la vertigine(1).

Ma ciò che rende davvero speciale questa esperienza è la comunità che la attraversa. Dietro le quinte, uno staff eterogeneo e appassionato: docenti di ogni ordine e grado, ricercatori, universitari, studenti in PCTO, ex partecipanti che tornano anno dopo anno. Una famiglia allargata che si riconosce nello stesso entusiasmo, che si nutre di questi momenti e continua a sceglierli.
E poi ci sono le scuole, gli insegnanti, le famiglie. Persone pronte a viaggiare da ogni parte per accompagnare, sostenere, condividere. Una sinergia che si percepisce, una rete viva, fatta di fiducia e partecipazione.
Tutti quanti insieme: migliaia di persone che sentono dentro viva una fiammella e che la mettono in comunione con gli altri, accedendo molti fuochi(2)! È la fiamma della passione, che muove davvero e che fa vivere in modo pieno e a volte travolgente. È una matematica che trasporta e che ci fa sentire più umani in mezzo ad altri umani, in un mondo in cui la matematica è associata a qualcosa di diametralmente opposto.

In questo spazio di condivisione succede anche che ci si ritrovi in posizioni insolite, in ruoli diversi da quelli vissuti nella quotidianità.
(Francesca) Mi sono trovata a lavorare a fianco di ragazzi delle scuole superiori sentendo la bellezza dell’essere a fianco di persone in divenire, da sostenere e da guidare nel risolvere problemi pratici, nel mettersi alla prova in questioni organizzative, nel sentirsi “grandi” e capaci. E nello stare vicina a loro mi sono ricordata di come ero (e della fiammella a quella età!).
(Isabella) C’è anche un piccolo, prezioso ribaltamento di prospettiva. Da correttrice, prima delle prove, ho dovuto mettermi io stessa alla prova. Diciotto minuti di tempo. Risultato? Non ero nemmeno a metà. Ed è lì che si coglie il senso più profondo di questa competizione: la matematica non misura chi sei; e può capitare, senza alcuna sorpresa, che una bambina di sette anni riesca dove un adulto – docente e ricercatore universitario – si ferma.
E va bene così.
Perché Matematica per Tutti non è solo una gara. È un luogo in cui la matematica unisce, sorprende, mette in discussione e, soprattutto, accende.

(1) ἶλιγξ, ílinx dal greco, giravolta, capogiro: Nel linguaggio sociologico e antropologico, la parola è stata adottata da Roger Caillois nella sua opera I giochi e gli uomini (1958), come una delle quattro categorie fondamentali del gioco umano (insieme a agon, alea e mimicry).
(2) A proposito di fiamme e fuochi ricordiamo le preziose parole di Federigo Enriques che descrivono bene il pensiero alla base della scelta delle metafore che abbiamo utilizzato: “se il nostro pensiero e la nostra parola debbono muovere l’attività del discepolo, bisogna che qualcosa di vivo che è in noi passi nello spirito di lui, come scintilla di fuoco ad accendere altro fuoco. Ma per ciò occorre dunque che anche noi maestri – nell’atto d’insegnare – ripetiamo, non già il resultato freddo degli studi fatti, bensì il travaglio inferiore per cui riuscimmo a conquistare la verità, ricreandone dunque la fatica nello spirito nostro, che si allarga e trascina insieme la scuola” (Federigo Enriques, Insegnamento dinamico, Periodico di matematiche, 1921, p. 6-16).